Orientamento al Lavoro
Nell’articolo precedente ho parlato dei cambiamenti del mercato del lavoro.
In questo contesto l’orientamento diventa un metodo di attivazione della consapevolezza dei propri bisogni personali e della capacità di procurarsi gli strumenti per risolverli.
Un orientamento nuovo, che abbia come obiettivo la preparazione delle nuove leve lavorative, parte dal potenziamento della conoscenza, intesa non solo come conoscenza della realtà, ma anche di sé.
Nel primo caso i riferimenti saranno il mercato del lavoro, le innovazioni tecnologiche, e quant’altro possa essere ricondotto a fattori legati al mercato; nel secondo caso, il formatore/orientatore avrà il compito di far emergere tutti i punti di forza e debolezza, le attitudini e le aspirazioni, facendo un’analisi della “persona”, proponendo percorsi di sviluppo personale per consentire la presa di coscienza delle aspirazioni professionali.
Un orientamento di questo tipo non è utile solo alle aziende per una scelta oculata dei propri dipendenti, ma anche ai lavoratori stessi che, al momento di candidarsi, saranno in grado di valutare meglio le varie offerte, decidendo la migliore per loro.
L’obiettivo è quello di creare una forza lavoro più motivata e consapevole della specifica funzione che andrà a ricoprire.
In tal senso è opportuno sottolineare come, con sempre maggiore frequenza, le imprese antepongano l’interesse per i risvolti umani dell’organizzazione del lavoro, a quello inerente alle problematiche tecniche.
Quello che conta oggi per i datori di lavoro e’ l’ “etica del lavoro” (impegno, ma anche iniziativa e senso di responsabilità), la capacita di comunicare, di risolvere problemi e di lavorare in team. La rivoluzione post-industriale ha reso molto più importanti queste competenze, cosiddette “soft “ (o trasversali) per distinguerle da quelle “dure” cioè collegate con una specifica preparazione tecnica.
La selezione di milioni di occupati che oggi hanno un lavoro si basa sulla valutazione di queste caratteristiche personali con approcci molto più meritocratici di quanto non si immagini.
Purtroppo molti posti restano vacanti non perché servono degli esperti o persone altamente qualificate a livello tecnico, ma perché alcuni candidati le caratteristiche personali sopra descritte spesso non le vogliono sviluppare.
Non aspettare che siano gli altri a proporti qualcosa, fai Tu proposte innovative!
Consiglio di pensare attentamente alle opportunità che si prospettano sul Vostro percorso: non dite di no a priori perché quel lavoro non è immediatamente ed apparentemente in linea con i Vostri obiettivi.
Ci sono vari modi di valutare una proposta di lavoro, ad esempio, come addetto vendite: si lavora in team, si seguono corsi di formazione su come si espone e si vende, si è a contatto con i clienti e se si dimostra impegno e capacità si può fare carriera diventando capireparto, e poi capi negozio o ispettori, o addirittura si può acquisire tutta l’esperienza che serve per avviare una propria attività …
“Non può esservi conoscenza senza umiltà e volontà di apprendere”
Mahatma Gandhi